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VARANOLocation: Varano de Melegari Circuito: Riccardo Paletti Lunghezza: 2375 Metri
E’ proprio vero quando si dice che la fortuna è cieca ma la “sfiga” ci vedebenissimo perché Domenica 17 Luglio a Varano, dove si è svolta la tappa dellaVarano Cup, il proverbio si è manifestato in tutta la sua grande verità,nonostante il week-end fosse iniziato sotto i migliori auspici.Infatti già dalle prove del Venerdì la mia Ducatona, allestita con il secondomotore rivisto nella fasatura e con lo scarico Zard, nella configurazioneparticolarmente adatta a piste tortuose, si è comportata benissimo permettendomidi girare già sul passo dell’ 1.09.5.Nella giornata di Sabato poi, contrariamente a quanto avviene normalmente, si sonosvolte solo le prove libere e nei tre turni a mia disposizione grazie ad una messa apunto sempre più aderente alle mie indicazioni ed esigenze ho fermato il cronosull’1.08.700 ripetuto più volte.La Domenica mattina finalmente le prove ufficiali, e qui devo dire c’è stato ilcoronamento di un sogno con il raggiungimento di uno degli obiettivi che ci eravamoprefissati, ottenere il nuovo record dell’autodromo di Varano della categoriaStock 1000: beh, ce lo fatta sia nel primo turno con il tempo di 1.08.587 che nelsecondo, nel quale grazie ad un ulteriore piccolo step di messa a punto da parte deimiei fidi “scudieri”, Massimo Moro e Max Neirotti, e ad una determinazione e,lasciatemelo dire, capacità di guida che pensavo di avere un po’ perso, hofermato il cronometro sul tempo di 1.08.388. che mi ha permesso di partire con ilsecondo tempo assoluto ma primo della mia categoria.A questo punto visto che, record a parte, abbiamo lavorato come sempre per il passogara che era molto buono perché ci permetteva di girare sul piede del 1.08, almenoper i primi giri, non mi rimaneva altro da fare che partire bene, dargli del gas eraccogliere i frutti di quanto faticosamente e professionalmente seminato durante ilweek-end.Purtroppo così non è stato, e dopo una partenza in terza posizione, al secondogiro, sia io che il pole man della Open abbiamo perso l’anteriore e ci siamoritrovati per terra senza apparente motivazione se non quella di aver preso dellosporco portato in pista dal forte vento che nel frattempo si era alzato sulcircuito.Rimane il rammarico per non aver raccolto il risultato in gara che tutti ciaspettavamo e che secondo me ci meritavamo ampiamente, rimane però la soddisfazioneenorme non solo per il record della pista, che rimarrà scritto speriamo per unpo’ di tempo, ma soprattutto perché abbiamo tutti fatto un ulteriore passoavanti nel prendere atto del grande potenziale di questa Ducati guidata dal“vecchietto” e gestita da due persone straordinarie che sono i miei tecnici aiquali voglio dire: “GRAZIE!!!”.Massimo Accornero. MAC
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